Riflessione 04-2026

Matteo, nel Vangelo di oggi, scrive del lungo discorso della montagna. Gesù sale sulla montagna (in realtà sono le colline intorno al lago di Tiberiade), per consegnare la nuova legge, non più scolpita sulle tavole di pietra, ma incisa nel cuore dei discepoli. Gesù dice che la beatitudine, la felicità, la gioia, consistono esattamente nel contrario di ciò che noi consideriamo fonte di benessere: ricchezza, forza, scaltrezza... Cosa sta dicendo Gesù? Esalta forse una visione di cattolicesimo rassegnato e perdente che ancora vedo intorno a me? Mi dice forse che, se le cose vanno male, se sono povero, se subisco violenza, se provo dolore e piango, sono immensamente fortunato? Non diciamo stupidaggini! Dio non ama il dolore e Gesù stesso, per quanto gli è stato possibile, ha evitato la sofferenza. Gesù parla del Padre, ne descrive il vero volto, racconta del Padre così come egli lo ha vissuto e lo vive. Il Padre è un Dio povero, un Dio misericordioso, un Dio mite, un Dio che ama la pace, un Dio che, per amore, è pronto a soffrire. Un Dio così diverso da come ce lo immaginiamo, un Dio così straordinario e armonioso solo Gesù ce lo può veramente svelare, perché lui e il Padre sono una cosa sola. Gesù ci descrive il volto inatteso di Dio, mentre ci consegna una nuova legge, una legge scritta nel cuore. Dio non premia i migliori, ma dona a ciascuno secondo quanto ha bisogno, privilegiando chi ha meno: un cuore povero, un cuore affranto riceve molta più attenzione e tenerezza di un cuore sazio che non ha bisogno di nulla.Gesù dice: se, malgrado la sofferenza, la persecuzione, il pianto tu sei sereno, beato, significa che hai riposto in Dio la tua fiducia, è lui il tuo sostegno. Le gioie che viviamo sono dono suo, e vanno vissute, Dio ci chiederà conto di tutte le gioie che non avremo vissuto. Ma quanta più gioia c’è nel tuo cuore se, nel dolore, tu resti saldo in lui, l’unico bene che non ti può essere tolto! Conoscere Dio, sapere che in lui soltanto riposa il tuo cuore, sovverte l’ordine delle cose. Le Beatitudini sono promessa di un mondo nuovo, diverso, di una logica che siamo chiamati a scrivere nella piccola vita delle nostre piccole comunità radunate intorno al pane di Dio. È difficile vivere il Vangelo, lo sappiamo bene, difficile vivere nella storia il sogno di Dio che è la Chiesa. Ma la fatica che facciamo nel restare ancorato al Vangelo, lo sforzo che compiamo nella conversione alla logica del Regno, anticipa e realizza le Beatitudini. Le beatitudini affermano che la storia finirà come abbiamo sempre sognato: trionfa il bene, lo sconfitto risorge, l’arroganza dei potenti è convertita, umiliata, e di questa storia noi siamo testimoni. Sappiatevi amati, Buona Domenica.

Come di consueto propongo un audio commento al Vangelo di Paolo Curtaz, un modo per lasciarsi evangelizzare semplicemente ascoltando: https://soundcloud.com/paolocurtaz/commento-al-vangelo-del-1-febbraio-2026