Riflessione 34-2025

Ho visto uomini e donne mossi dalla fede, che non si arrendono, perché discepoli innamorati di Dio, perché sedotti dalla Parola del Maestro. Amati che scelgono di amare. Li ho visti perseverare, resistere, osare, trapiantare, dare speranza. La fede di chi incontra un Dio di cui fidarsi. Ho visto portare speranza e consolazione nelle periferie delle città, parole di vita in mezzo a urla di violenza e di morte, ascolto, sorrisi, carezze, tempo da donare... Per amore, solo per amore. Ho visto cose grandi nate dalla fede, anche se minuscola. Con questa fede piccola, ma autentica, la Parola seminata nei nostri cuori, cresce in mezzo alla zizzania ma tende verso il sole che la fa maturare. Piccola perché vera, perché umile. E l’umiltà è la consapevolezza di sapere esattamente dove siamo. Discepoli. Allora anche una fede piccola come la mia, come la tua, semina amore nelle nostre vite e in quelle degli altri. Come capire se la nostra è una fede vera? Se siamo servi, se la nostra vita si mette a servizio della Vita, se la nostra esistenza impara ad amare e sceglie di amare, imitando colui che si è fatto servo per noi. Servi inutili, dove inutile significa senza pretese, senza esigenze, senza rivendicazioni. Ci basta sapere di essere discepoli di Dio e non pretendiamo di essere applauditi, riconosciuti e/o gratificati. Siamo nati per scoprire quanto siamo amati e quanto, lasciandoci amare, siamo capaci di amare. Servi dell’amore, servi per amore. La nostra non è la fede dei meriti, come quella di alcuni farisei. Non possiamo porre una dogana alla porta della Chiesa facendo entrare solo coloro che se lo meritano. Siamo tutti servi che fanno il proprio dovere, non esistono, agli occhi di Dio, migliori o peggiori. Dio dona a ciascuno secondo la propria necessità, non secondo il proprio merito. Siamo solo dei servi della Parola, il mondo è già salvo, non dobbiamo salvarlo noi. A noi è chiesto di vivere da salvati, a guardare oltre. A noi Gesù chiede di vivere come uomini di fede, a camminare nel nostro cammino con un cuore compassionevole, accogliente e pieno di pace con leggerezza, ed annunciare il Regno di Dio. Per il resto lasciamo a Dio fare il suo mestiere. Sappiatevi amati e salvati, buona domenica.

Come di consueto propongo l'audio commento al Vangelo di Paolo Curtaz, un modo per lasciarsi evangelizzare semplicementeascoltando: https://soundcloud.com/paolocurtaz/commento-al-vangelo-del-5-ottobre-2025