Riflessione 43-2025

I profeti non sono coloro che indovinano il futuro ma coloro che interpretano il presente con lo sguardo di Dio e questa domenica le letture ci mettono di fronte a due grandi profeti. Sono due i profeti che si confrontano oggi, due giganti della fede, due pilastri della spiritualità, due servi della Parola: Giovanni Battista e Isaia. Così diversi nel loro modo di profetizzare, cioè di leggere il presente, eppure così autentici ed attuali. Isaia parla ad un popolo che deve fare i conti con gli aggressivi vicini: Egizi, Assiri e, a breve, ecco arrivare i babilonesi. Un popolo spaventato da ciò che accade, come spesso mi sento io. Spaesato e fragile in un mondo sempre più aggressivo e arrogante. Isaia parla di un mondo senza armi, un mondo in cui gli animali feroci giocano col neonato. Grande o Illuso Isaia? E Giovanni, il Giovanni narrato da Matteo, secco e pungente come il deserto ma eficace come solo i profeti sanno essere. Chiede conversione, chiede azione, chiede scelte. Perché il cambiamento lo dobbiamo operare noi, ora, qui, senza adagiarci sulle nostre piccole o grandi convinzioni. Due stili Due stili di vivere la fede, due modi di costruirla, solo apparentemente agli antipodi: chi aspetta dall’alto il Regno, come Isaia e chi si adopera per realizzarlo, come il Battista. Come diversi sono i modi di vivere la fede, di costruire la Chiesa, di partecipare alla vita interiore. Come splendidamente diverse sono le sensibilità di ognuno di noi, chi guarda in alto e chi prima guarda in basso. Non contrapposti, ma modi di essere. Come molti sono i modi di leggere la realtà che stiamo vivendo. Così è la profezia, così è la nostra fede, così sono molti sono i modi di attendere il Natale. Quello zuccheroso, melenso, di chi si lascia cullare dall’emozione senza convertire il proprio cuore. Di chi ama l’atmosfera natalizia senza lasciarsi veramente scuotere dal Natale. E quelli che, invece, a Natale ribaltano la vita, vanno in cerca dei poveri, soccorrono gli ultimi. E in mezzo a tanta profezia, arrivava lui, lo Sposo e spiazza tutti. Parlerà della conversione, caro Isaia e della pace del cuore. Saprà trasformare lupi in agnelli, serpenti velenosi lo morsicheranno nel tentativo di farlo crollare. Non verrà per cancellare la guerra e la violenza, ma per redimerle, per cambiarle. Verrà, anche se sarà guardato con odio da molti e preso per un illuso. Verrà il messia atteso, caro amico Giovanni, ma sarà talmente inatteso che spiazzerà anche te, facendoti vacillare. Poserà la scure, non taglierà l’albero ma vi scaverà intorno e lo concimerà, sperando che porti frutti. Ma una cosa l'abbiamo capita: Dio è fuoco. Fuoco che illumina, scalda, consuma, purifica. Fuoco, quel fuoco che, spesso, manca alle nostre comunità, alla nostra fede... Sappiatevi amati. Buona domenica

Come di consueto propongo un audio commento al Vangelo di Paolo Curtaz, un modo per lasciarsi evangelizzare semplicemente ascoltando: https://soundcloud.com/paolocurtaz/commento-al-vangelo-del-7