Commento 01-2026

Tu vieni da me? Si chiede stupito Giovanni. È lui che deve essere battezzato, purificato dal Messia. Ed invece è il Messia che viene a farsi battezzare, è lui, Dio, a venirgli incontro. Tu vieni da me? Si è chiesta Maria guardando il suo ventre che, giorno dopo giorno, cresceva. Tu vieni da me? Si è chiesto il giovane Giuseppe, nella notte tormentata in cui Dio gli ha "rubato" la ragazza e gli ha chiesto, gentilmente, di prendersi in casa una sposa e un figlio non suoi. Tu vieni da me? Si sono chiesti i pastori, i maledetti, gli ultimi, svegliandosi di soprassalto storditi dalla luce di mille angeli. Tu vieni da me? Si sono chiesti i facoltosi magi d’oriente, seguendo la stella fino a Betlemme. Tu vieni da me? Mi sono chiesto cento, mille volte anche io, in questa vita, quando ho visto Dio cercare me... Giovanni continua ad immergere le persone sotto l’acqua per poi farle riemergere, nuove. Lo vede, si ferma e pensa: com’è possibile che Egli venga da me? Non è l’uomo a dover cercare Dio? Non è Israele ad essersi rovinato con le proprie mani? Non è, Dio, il nascosto, l’inconoscibile, il desiderio segreto e irraggiungibile della ricerca umana? No, Giovanni, ti sbagli. Dio è diverso, anche da ciò che ti aspettavi tu. Giovanni tentenna e noi con lui. Dio abbandona la sua divinità, per farsi solidale, per venire incontro, per conoscere, per perdonare, per salvare. Senza condizioni, senza ricatti, senza attese. Dio ama, perciò si spoglia di sé, perciò avanza nel fango insieme agli altri peccatori sulle sponde del Giordano. Si apre il cielo e scende una colomba, non il fuoco, ma mite perché con la dolcezza Cristo convertirà i nostri cuori. Il mio. È il Figlio, colui che viene, perché assomiglia al Padre. questo è il primo gesto di una lunga serie di gesti che in tre anni lo porternno a pendere dalla croce, Gesù svela il volto di un Dio che esce a cercare la pecora persa, che attende il ritorno del figlio spendaccione; che si ferma nella casa di Zaccheo, che banchetta con i peccatori, che non giudica la peccatrice pubblica, che porge l’altra guancia, che non spegne il lucignolo fumigante, né spezza la canna incrinata, che fa festa per ogni peccatore che si converte. Ecco Dio, il nostro Dio. Lasciatevi amare. Buona domenica