Riflessione 06-2026

Abbassate il volume dei vostri pensieri, disattivate le notifiche del telefono, provate per un giorno a non leggere i giornali o scorrere le notizie sui siti. Non abbiate paura del silenzio. È una benedizione, un dono. All’inizio, disabituati come siamo, sentiremo solo i nostri pensieri che urlano, poi si stancheranno anch’essi e si placheranno. Nel silenzio capiremo e riusciremo a smascherare l’inganno. Una vita non è felice perché le cose vanno bene, ma perché hanno senso, una direzione, un orientamento, un luogo dove andare. Allora, forse, capiremo la cosa più bella del mondo. Se esiste un senso nella vita di ciascuno di noi, ed esiste, è nel cuore di Dio, è lo scoprirsi amati, è lo scegliere di amare. Ecco a cosa serve la quaresima: a vedere se stiamo andando nella direzione giusta o se altri scelgono per noi. Se stiamo facendo le vittime. O, finalmente, stiamo diventando Figli. Benvenuti nel deserto !!! Siamo fatti ad immagine di Dio, siamo potenzialmente capolavoro. Santi come egli è Santo. Liberi come è Libero. Amanti come egli Ama. Lo portiamo nel cuore quel sigillo, nascosto da qualche parte. Quella scintilla di anima che pulsa e che, se la ascoltiamo, ci dice di tornare alla sorgente. Adamo ed Eva, i nostri progenitori, invece di ascoltare la voce danno retta al serpente. E noi, come loro, spesso non vogliamo cercare, scavare, scoprire, crescere, fiorire. Vorremmo una scorciatoia, una pozione, una magia... E, così, la conoscenza si ingarbuglia, diamo retta a mille voci, a mille serpenti, a mille promesse. Fatichiamo a scegliere e a discernere. Ma, Dio, decide di venire a indicarci nuovamente la strada. Esce dall’Eden per venirci a cercare, viene nel deserto che abitiamo abitualmente, che ci abita. Un deserto caotico e inquinato, rissoso e aggressivo. Le tentazioni che inaugurano il tempo di quaresima, altro non sono che la sintesi delle scelte che Gesù, lungo tutta la vita, come noi, ha dovuto affrontare. Matteo riassume in tre grandi temi le tentazioni e le scelte che ogni discepolo è chiamato a fare nella sua vita. La tentazione del pane, quella di lasciare che le preoccupazioni del quotidiano, gli affanni occupino tutto il nostro tempo e la nostra vita: come il lavoro, il mutuo, la casa, la fama, i like... Siamo chiamati ad essere realisti, ma ricordandoci di cercare prima il Regno e tutto il resto ci verrà donato in sovrappiù. La tentazione di una fede d'effetto, in un Dio interventista, che fa miracoli, che stupisce, che abbaglia... Così tanto cercato, purtroppo, anche da molti fra noi che cercano il Dio dei prodigi senza vedere il Dio incarnato delle piccole cose. La tentazione del compromesso col potere, con ogni potere: la via di mezzo come prassi per annacquare il Vangelo, per renderlo innocuo, per affossarlo. Ed è abile, il diavolo, ragionevole, cita la Parola che conosce, propone a Gesù cose plausibili. Certo: curarsi del proprio corpo, stupire le persone con i miracoli, fare qualche accordo con i potenti, religiosi e politici, del tempo, avrebbe sortito qualche effetto maggiore di quel fuoco di paglia che è stata la Sua vita pubblica. Ma Gesù ha scelto, perchè ha la Parola nel cuore, non solo sulle labbra. Il suo sarà un messianismo libero dai compromessi, che vola alto, che entra nel cuore e nell’anima. Gesù, spinto dallo Spirito nel deserto, ha usato quel tempo per decidere che tipo di Messia diventare. Noi, adesso, qui e ora, per guardare a che uomini e a che donne siamo diventati. Urge rientrare in noi stessi per trovare Dio, urge vivere da salvati in un mondo dissennato e feroce. Benvenuti in quaresima. Buona domenica, sappiatevi amati.

Come di consueto propongo un audio commento al Vangelo di Paolo Curtaz, un modo per lasciarsi evangelizzare semplicemente ascoltando: https://soundcloud.com/paolocurtaz/commento-al-vangelo-del-22-1