Riflessione 10-2026
Quante guerre ci saranno ancora, quante ne sono scoppiate in questi ultimi anni, quante minacce si alzeranno di nuovo in questo mondo in cui alcuni leader politici vogliono prevalere, dominare, sottomettere... Non è poi tanto diverso dal mondo al tempo di Gesù. Abbiamo urgente bisogno di uscire dai sepolcri, di toglierci le bende. Pensiamo di essere vivi, ma a volte siamo morti e sepolti sotto cumuli di pietre. Chissà che questo fragile tempo che mette a nudo le nostre paure, i nostri egoismi, la nostra poca fede, non sia la svolta per farci rinascere. Chissà se avremo il coraggio di ascoltare quel grido che scuote:<<Vieni fuori!>>. Gesù si è rifugiato ad Efraim, tira una bruttissima aria, per lui, a Gerusalemme. Giovanni struttura il suo vangelo come un gigantesco e infinito processo all’opera di Gesù e Gesù, lo sa, è già stato condannato a morte in contumacia. Lazzaro, il suo amico Lazzaro, sta male. Gesù sa che andare a Betania, a quel punto, equivale a un vero suicidio, ma non importa, la morte di un amico, del suo migliore amico, sarà l’occasione di mostrare l’amore che ha per Lazzaro, per le sue sorelle e per noi. Sa che questo amore lo spingerà a fare ciò che nessuno aveva anche solo immaginato si potesse fare: donare la vita per qualcun altro, perchè la vita di Lazzaro segna la morte di Gesù. Va a Betania. La fine prematura di una persona giovane e stimata, ancora oggi, ci getta nel panico, nonostante la fede, nonostante tutto. È Marta ad uscire per prima, è lei che agisce in casa, lo sappiamo bene, le sue parole sono un rimprovero sgomento. Se tu fossi stato qui... No Marta, non è vero, se anche Gesù fosse stato presente non avrebbe impedito a Lazzaro di morire. Anche se Gesù è presente nella nostra vita, anche se siamo suoi amici, non possiamo evitare la morte, il dolore e le prove che egli per primo non ha rifiutato. È normale, istintivo pensare che Gesù ci protegga, ci salvi... E lo fa, ma mai come pensiamo, mai come vorremmo. La vita è un mistero, non può essere costretta nei nostri ragionamenti limitati, nelle nostre legittime ma povere illusioni. Al discepolo la sofferenza non viene evitata. La sofferenza e la morte sono passi di un percorso necessario, come il chicco di frumento che deve morire e marcire per portare frutto. Gesù invita Marta, e noi, a credere. A credere in una resurrezione e in una vita che avvolgono e riempiono questa nostra vita biologica, terrena, che le danno misura e senso, orizzonte e gioia. Si fida, Marta, anche se stenta a capire, anche se non vede come tutto ciò possa accadere, ma sa, come sappiamo noi, che egli è l’acqua di sorgente, la luce. Marta chiama Maria. Maria si alza e con lei, tutti i famigliari e gli amici. Si ripete la scena, il dolce rimprovero, Gesù sta per ribattere, come con la sorella, ma vede le lacrime, il dolore e accade l’impensabile. Gesù scoppia a piangere in un pianto a dirotto. Il Maestro cede, come se, per la prima volta, Dio si rendesse conto di quanta sofferenza possa abitare nel cuore di ogni uomo. Di quanto possiamo smarrirci e perderci. Ma non poteva evitare che morisse, invece di piangere? Obiettano alcuni dei presentie noi ancora noi oggi quando colpevoliziamo Dio per la morte di una persona cara. Non ci sono parole per spiegare o per consolare, solo partecipazione, ma quel dolore, lascia intuire l’evangelista, smuove Gesù che grida: <<Vieni fuori Lazzaro, vieni fuori!>>. Sa bene che quel gesto segnerà la sua fine perchè alcuni si prenderanno la briga di andare a denunciarlo. Dopo tre anni di predicazione, sa bene che le parole non sono più sufficienti. Ora che ha visto quanto dolore provoca la morte gli resta un ultimo passaggio per poter essere uomo in tutto. Morire. Morire d’amore, per Lazzaro, per noi. Andrà fino in fondo, fino all’inimmaginabile. Lazzaro, io, noi, siamo vivi perché Gesù ha donato la sua vita, non c'è amore più grande...e ci invita, ancora e ancora, a vivere da vivi. Sappiatevi amati, buona domenica.
Come di consueto propongo un audio commento al Vangelo di Paolo Curtaz, un modo per lasciarsi evangelizzare semplicemente ascoltando: https://soundcloud.com/paolocurtaz/commento-al-vangelo-del-22-2
