Riflessione 14-2025

Dobbiamo fare molti cambiamenti: conversioni che richiedono una vita, aggiustare l'idea spesso approssimativa, limitata e limitante che abbiamo di Dio... Dobbiamo pensare che i grandi eventi della Storia partono dalle nostre piccole scelte. E osare!!! Lasciarsi amare e scegliere di amare. Imitare la misura senza misura dell'amore di questo immenso e folle Dio. Siamo liberi, anche di perderci e lo vediamo in questo tempo di guerre, di scelte assurde dettate dall'egocentrismo dell'uomo. Ma, e questa è una buona notizia, Dio non si stanca dell’umanità. Insiste, come il navigatore satellitare che, quando ci perdiamo, ricalcola il percorso. È una pagina forte, quella di oggi (talmente forte che i primi cristiani, come annota sant’Agostino, l’avevano cancellata dalla memoria e dai testi), è la pagina dell’adultera colta il flagrante adulterio e perdonata senza condizioni. Non ha nome, non sappiamo nulla di lei: è fidanzata? Sposata? Felice? Con chi è stata colta in flagrante adulterio? È solo un’adultera, un peccatrice, una prostituta. In realtà della donna non interessa niente a nessuno. Colta in flagrante adulterio, diranno i quelli pronti ad uccidere nel nome di Dio. Qui la cosa si complica. La Scrittura afferma che una persona può essere accusata alla presenza di due testimoni. Dove sono? Chi sono? Tutto passa in secondo piano, anche il fatto che manca il complice del peccato. Forse è scappato o, forse, in quanto uomo, gli è riservato un altro trattamento… Nessuna equità, nessun equilibrio in questa squallida storia. Viene posta nel mezzo, nel luogo del giudizio. Ed ecco la richiesta: Gesù è chiamato ad esprimere un suo parere in quanto rabbì. Ma i conti non tornano: è presentata come un’adultera, quindi è già stata giudicata! Allora a che serve il giudizio di Gesù? Oppure ancora non ha subìto un processo, allora a che titolo viene coinvolto il Maestro che non fa parte del sinedrio? L’evangelista precisa che è un tranello: se Gesù dice di non lapidarla contravviene alla legge di Mosè. Se dice di lapidarla contravviene alla norma romana e, ancor peggio, smentisce la sua visione di un Padre benevolo. Della giustizia a loro non importa molto, ancor meno importa della donna e delle conseguenze delle loro decisioni. Gesù, però, chinatosi, traccia dei segni per terra con il dito. Tace. Sa bene che è una trappola. Si siede a riflettere. La folla che si è radunata non ha ragionato, ha dato libero sfogo alla rabbia. Gesù no, si raccoglie, pensa e scrive. La sua risposta è un pugno nello stomaco dei presenti. Certo, questa donna ha peccato, ovvio, ha sbagliato, ha commesso un errore. Ma chi fra noi non ha mai sbagliato? Chi può dire di non avere mai peccato? Chi può, con onestà, farsi giudice contro di lei? Gesù spiazza tutti, non nega la validità del precetto, non dice che va bene ciò che ha fatto, né entra nella delicata questione sulla giurisdizione. Va oltre. È vero: questo donna ha sbagliato, come tutti, ma la donna non si identifica con il suo sbaglio, con il suo peccato. Ha una storia, un nome, una dignità, anche la dignità di sbagliare e di redimersi, di cambiare, di migliorare. Gesù distingue fra peccato e peccatore, cosa che gli accusatori non sanno fare. E mette nel giudizio una cosa nuova: la misericordia. Quell’atteggiamento tipico di Dio che vede la nostra miseria col cuore. Ha sbagliato, certo, e tutti sbagliamo, ma non è inchiodandola ai suoi limiti che cambierà. Cambierà solo se vedrà una via d’uscita, una soluzione, solo se capirà cosa davvero le può riempire il cuore. Lui, nel suo cuore, l’ha già perdonata. Come perdona noi e come ci insegna a fare. Possiamo cambiare, possiamo smettere di odiare e di farci la guerra. Possiamo amare perché amati. Buona domenica.

Aprendo il file .pdf. "Riflessioni e giochi"  sotto l'immagine in fondo alla pagina potete accedere ad una riflessione del Vangelo per tutti, in particolare per famiglie e ragazzi, tratto dalla rivista "Catechisti parrocchiali", un modo per evangelizzare i più giovani allegramente, con un linguaggio semplice e gioioso. 

Come di consueto propongo l'audio commento al Vangelo di Paolo Curtaz, un modo per lasciarsi evangelizzare semplicemente ascoltando: https://soundcloud.com/paolocurtaz/commento-al-vangelo-del-6-aprile-2025