Riflessione 17-2026
Oggi è la festa della S.S. Trinità e per capire cos'è veramente dobbiamo partire da una serie di interrogativi: Esiste Dio? Davvero? E com’è? Cosa fa? Cosa dice? Cosa vuole? Certo, possiamo vivere tutta la vita evitando di porci grandi domande. Vivere come se il problema non ci riguardasse. Solo che, prima o poi, la domanda, il dubbio ci assalgono. Dio è "ingobrante", che ci sia o non ci sia non è la stessa cosa! Cambia la vita, cambia l’orizzonte, cambia la speranza... Dare un volto a Dio, attribuirgli una volontà, un progetto, ha a che fare, e tanto, con le nostre scelte. Prendersi del tempo per guardarsi dentro, per lasciar emergere la propria anima, è un dono che ci facciamo alla fine del tempo pasquale, pieni di Spirito Santo. Chi è quel Dio inatteso, strano, stupefacente, in cui osiamo credere e che Gesù è venuto a donarci? Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna, dice Gesù a Nicodemo. Dio non è chiuso nella sua perfezione, ma si relaziona, si dona, si offre attraverso un dono suo Figlio. Gesù non è solo un grande uomo, un profeta carismatico, un combattente coerente e intenso, è di più! La resurrezione che abbiamo celebrato ci svela la sua identità profonda: più di un profeta, più del Messia... Dio stesso. L’uomo Gesù è abitato dal Verbo di Dio che parla di Dio in maniera inattesa e nuova. Gesù parla del Padre, perché lui e il Padre sono una cosa sola. Svela il volto di un Dio che non condanna, che non fa il giudice supremo ma che vuole la salvezza, cioè la felicità piena, per ogni uomo. L’idea di Dio che ci eravamo fatti viene ridefinita. Io credo nel Dio che Gesù è venuto a raccontare. Ma non è finita... L’amore intenso e immenso che lega Dio padre/madre al figlio/figlia è talmente forte da essere, a sua volta, una presenza divina, una persona divina. Lo Spirito che abbiamo ricevuto è l’amore che lega il Padre al Figlio. Grazia, amore e comunione, ecco Dio Padre, figlio e Spirito Santo. Una famiglia, una relazione, un insieme. Così uniti che, da fuori, vediamo un’unità. Uno solo perché chi si ama si unisce senza fondersi, senza scomparire l’uno nell’altro. In passato, a catechismo, alcuni parroci tentavano di spiegarci chi era Dio, scrivendo alla lavagna 1+1+1=1 creandoci una gran bella confusione. Siamo dovuti crescere, conoscere, indagare, diventare discepoli per capire che, invece 1x1x1=1. Dio è uno perché i tre sono gli uni per gli altri. Dio è amore perché non può che amare. E noi in lui,siamo amati, quindi capaci di amare, per questo uniti, se lo vogliamo, a Lui. Buona Domenica, sappiatevi amati... scegliete di amare.
Come di consueto propongo un audio commento al Vangelo di Paolo Curtaz, un modo per lasciarsi evangelizzare semplicemente ascoltando: https://youtu.be/E2fcTPWL0ds?si=bLYRdVttHuSXjW5X
