Riflessione 20 -2026

Se Gesù è venuto a inaugurare il Regno, perché il male sembra prevalere?  Perché l’uomo continua, imperterrito, a rifiutare l’opera di Dio? Perché sperimentiamo, in noi e attorno a noi, l’intreccio fra luce e tenebre? Dov’è, dunque, la salvezza portata dal Maestro? Sono alcune delle domande che la comunitá di Matteo, composta da giudeo-cristiani, traumatizzata dalla distruzione del tempio, pone all’evangelista. Lui, che ha conosciuto il Signore, risponde riportando, nel suo Vangelo, delle parabole raccolte dalle labbra del Maestro. Sono domande che riecheggiano ancora oggi, in questo di tempo di grazia, non di disgrazia, in cui Dio fa nuove tutte le cose, seminando il seme della Parola che attecchisce nel cuore di chi cerca verità e pienezza. Il grano cresce insieme alla zizzania... Davanti allo zelo dei servi che vorrebbero, come sembra logico, strappare la zizzania, Dio invita ad aspettare, a pazientare. E ne spiega la ragione: strappando anzitempo la zizzania, molto simile al grano all’inizio della sua crescita, si potrebbe erroneamente strappare qualche spiga. Dal nostro punto di vista è un danno collaterale: cosa volete che sia qualche spiga rispetto all’intero raccolto salvato? Il punto di vista di Dio, come al solito, è diverso. Deriva dalla sua ossessiva attenzione alla pecora smarrita (Lc 15,6). La soluzione c’è: pazientare per vedere il frutto, per poterlo distinguere e, a questo punto, intervenire tagliando entrambi, separandoli. L’uno nel fuoco, l’altro nel granaio. Il padrone non nega la necessità della separazione, dice solo che non è ancora il tempo e che non spetta agli uomini decidere quando sia il momento. La pazienza è necessaria perché noi uomini non siamo in grado di compiere la cernita. É Dio ad avere stabilito l’ora della separazione, non noi. Grossolani come siamo, e anche un po’ autoreferenziali, noi uomini corriamo il rischio d giudicare gli altri dal nostro punto di vista, appellandoci a convinzioni profonde, in cui vanno sacrificate anche le vite umane. E poco importa se queste idee siano ispirate a Dio. Nella Storia noi cristiani abbiamo compiuto degli abomini, facendo l’esatto contrario di ciò che insegnava il Vangelo… appellandoci al Vangelo! Ci vogliono, invece, un po’ di buon senso e di sana prudenza, per moderare il senso della distruzione e della soluzione finale che tutti portiamo nel cuore. L’apparenza inganna, e Dio lo sa bene. Persone che sembrano lontane da Dio, travolte dall’ombra, impestate, possono cambiare, convertirsi, fare buon frutto. Perciò i cristiani, inguaribili ottimisti, cocciuti nella speranza, pensano sempre che una persona possa cambiare in meglio. E come tali dovrebbero agire.Gesù chiede di pazientare perché sa bene che il cuore dell’uomo può cambiare.Addirittura, il nostro. Sappiatevi amati, buona domenica.

 

Come di consueto propongo un audio commento al Vangelo di Paolo Curtaz, un modo per lasciarsi evangelizzare semplicemente ascoltando: https://youtu.be/puOcbR_sIs0?si=c4Bq-WGQhlrNe_1S