Riflessione 39-2025

Curiosa, la festa di oggi: in tutto il mondo i cattolici celebrano la dedicazione della Cattedrale di Roma. La ragione di questa festa è semplice: la liturgia ci richiama al ruolo centrale della Chiesa di Roma nella nostra esperienza e al ruolo del luogo di culto per i cristiani. Ma è anche l’occasione per chiederci chi è la Chiesa, per parlare delle chiese edifici, per parlare di noi e del ruolo della Chiesa di Roma. Perchè quando parliamo di Chiesa quasi tutti pensano al Vaticano, al Papa e ai Vescovi. Dedicare una domenica al centro del cristianesimo (Cristo, non Roma, come ci ha ricordato Paolo scrivendo ai Corinti) ci aiuta a capire in quale straordinario progetto, se lo vogliamo, possiamo essere coinvolti. La chiesa non è solo il luogo in cui si celebrano funzioni religiose o un museo che custodise opere d'arte... oltre agli edifici esiste una Chiesa con la "C" maiuscola che non è fatta solo da preti, vescovi e/o persone consacrate, ma da uomini e donne come tanti, la cui vita, esprime un grande amore per Dio, per la vita, per i poveri, per il vangelo. Preti e suore in età di pensione ancora capaci di donarsi fino allo sfinimento, sempre accoglienti, sempre attenti, imprenditori, professionisti e lavoratori che cercano di declinare la visione cristiana nei propri ambienti di lavoro, con equilibrio e discrezione... E amore, tanto, tantissimo, perdono, accoglienza... Una chiesa ha senso solo se contiene una Chiesa, cioè una comunità, non esistono luoghi che contengono Dio, ma luoghi che contengono comunità che lodano Dio. La Chiesa è il sogno di Dio: fratelli e sorelle radunati dalla sua Parola, sostenuti dallo Spirito Santo che,in attesa del Regno, costruiscono il luogo che rende presente l’amore di Dio nella quotidianità, amandoci come il Signore ci ha amati, scoprendoci amati, scegliendo di amare e servire. Così realizziamo il sogno di Dio. La Chiesa cattolica di Roma, sede dell’apostolo Pietro e luogo di martirio suo e di Paolo, riveste una centralità spirituale e una vocazione particolare: la vocazione alla custodia del deposito della fede. Di cosa si tratta? Un compito difficile affidato a Pietro e alla sua comunità: custodire la fede, essere segno di unità. In parole semplici: chi ti garantisce che la mia interpretazione della Parola sia quella vissuta da duemila anni di cristianesimo? Che io non sia una delle tante persone con una mia carismatica e personale interpretazione del Vangelo? Chi garantisce a me di essere nel solco scavato dall’esperienza delle comunità illuminate dallo Spirito dono del Risorto? Semplice: la comunione con Pietro e la sua Chiesa, il guardare a quella cattedra, a quell’insegnamento che diventa tutela e custodia della Parola. Non la Parola influenzata dalle correnti di pensiero, interpretata a proprio comodo dall’ultima moda di turno, ma la Parola vera pronunciata da Gesù e riecheggiata dai testimoni. Fondata sulla testimonianza di quei dodici, una fede apostolica. Oggi è la festa della cattolicità della Chiesa e della sua unità, della bellezza della diversità e della ricchezza dell’unione intorno a Pietro, rude pescatore chiamato ad essere roccia irremovibile nella custodia delle parole del Maestro.

Come di consueto propongo l'audio commento al Vangelo di Paolo Curtaz, un modo per lasciarsi evangelizzare semplicementeascoltando: https://soundcloud.com/paolocurtaz/commento-al-vangelo-del-9-novembre-20...